L’ex sindaco di Roma negli anni 90, Francesco Rutelli, è stato a Termini Imerese per presentare il suo ultimo libro “Il secolo verde” nell’ambito della rassegna culturale “Notti clandestine”.
A presentarlo c’era Roberto Tedesco. Hanno preso parte anche Franco Piro, Agostino Moscato e Nicola Macaione.
Rutelli ha ricordato i suoi antenati artigiani della pietra e costruttori: “hanno costruito il Teatro Massimo -ha detto- grazie all’Impresa Rutelli. Quello fu un teatro costruito non in legno ma in pietra. I mie antenati dimostrarono che i teatri in legno rischiavano ripetutamente di rimanere distrutti dalle fiamme.”
Rutelli ha poi parlato del libro sottolineando che “il secolo che va dal 1970 al prossimo 2070 è un anno fondamentale dal punto di vista ambientale nel mondo.”
Ha aggiunto: ” Siamo a metà del cammino, il traguardo è ancora lontano e il tempo sta per scadere. Dobbiamo agire subito, se vogliamo che il secolo verde – iniziato nel 1970 con il primo Earth Day e destinato a concludersi cento anni dopo, quando l’India, il paese più popoloso del mondo, dovrebbe azzerare le proprie emissioni di anidride carbonica – non si tramuti in un secolo grigio, o addirittura nero. Ci sono profonde conseguenze del ritorno della guerra nel cuore dell’Europa anche per le politiche energetiche. La transizione ecologica è resa più complicata per l’aprirsi di nuove contrapposizioni geopolitiche. Intanto, ci rendiamo conto degli effetti dei cambiamenti climatici in atto; con eventi estremi sempre più frequenti; siccità prolungate; scioglimento dei ghiacci; migrazioni; carenze produttive e aumenti dei prezzi dell’energia e dei prodotti agricoli, con crescita delle povertà. Eppure, mai come oggi abbiamo a portata di mano strumenti tanto potenti ed efficaci per invertire la rotta, a patto che alla volontà politica dei governanti si unisca il consenso delle opinioni pubbliche, specialmente quando le scelte da compiere si mostrano impopolari. Ma sbrighiamoci, il tempo sta davvero per finire.”
Franco Piro ha sottolineato l’importanza del lavoro fatto da Francesco Rutelli sottolineando che è “prezioso perché é una piccola enciclopedia tascabile su quello che rischiamo.”
Hanno lodato il lavoro fatto anche Agostino Moscato e Nicola Macaione.